Quando il modello diventa commodity, il valore si sposta
La fase in cui le imprese costruivano l’infrastruttura dell’AI sta finendo. Quella in cui le imprese la useranno per fare cose nuove sta cominciando.
Le ondate tecnologiche hanno una struttura che si ripete. La prima fase è dominata da chi costruisce l’infrastruttura: i posatori di binari nel diciannovesimo secolo, i gestori delle reti elettriche all’inizio del ventesimo, i produttori di hardware degli anni Settanta, gli operatori di telecomunicazioni e i provider di cloud computing degli ultimi due decenni. Sono fasi in cui il capitale si concentra nelle mani di pochi giganti capaci di sostenere investimenti di scala, e il dibattito pubblico si concentra su questi soggetti perché sono visibili, misurabili, importanti. Poi arriva la seconda fase. L’infrastruttura diventa abbastanza disponibile e prevedibile da poter essere usata come input. Il valore si sposta da chi la costruisce a chi la sfrutta per fare cose che prima non erano possibili. Le ferrovie hanno reso possibile la grande distribuzione; l’elettricità ha reso possibile la fabbrica moderna; il cloud ha reso possibili Netflix, Spotify, Stripe. Sull’intelligenza artificiale il dibattito di questi mesi suggerisce che la transizione tra le due fasi sta cominciando ad avvenire — e capire dove si sposta il valore è uno dei compiti strategici più importanti del 2026.

