Il mito del first mover advantage
La narrativa imprenditoriale dominante sostiene che chi arriva per primo in un mercato gode di un vantaggio competitivo decisivo. La figura del first mover viene mitizzata come quella del pioniere capace di cambiare le regole del gioco, conquistare la fedeltà dei clienti e creare barriere all’ingresso per i futuri concorrenti. Nella letteratura sulle startup, questa idea si traduce spesso nella raccomandazione di agire rapidamente, di lanciare il prodotto prima degli altri e di “muoversi veloce e rompere tutto”. Ma questa visione ignora un dato empirico costante: la maggior parte dei pionieri non sopravvive abbastanza a lungo da trarre beneficio dall’essere arrivati per primi. Entrare in un mercato inesplorato significa affrontare costi elevati di educazione del cliente, incertezza normativa, tecnologie immature e infrastrutture non pronte. L’eroismo del primo arrivato è spesso una costruzione retrospettiva, utile per alimentare la retorica dell’innovazione, ma poco aderente alla realtà. I veri vincitori non sono quasi mai i pionieri, ma coloro che entrano al momento giusto, con modelli più efficienti e con la capacità di apprendere dagli errori altrui.

